Indice dei contenuti
- Introduzione
- 1. Capacità nominale vs. capacità utilizzabile
- 2. Curva di scarica a piattaforma del LiFePO₄
- 3. Bassa resistenza interna = resa energetica più elevata
- 4. Profondità di scarica (DoD) e durata
- 5. Influenza della temperatura: il LiFePO₄ rimane stabile
- 6. Gestione BMS: ogni wattora utilizzabile in sicurezza
- 7. Conclusione: Otto ragioni tecniche per un maggiore sfruttamento
Nel campo delle batterie non conta mai solo la capacità stampata. In pratica si vede: anche se due accumulatori sono entrambi contrassegnati 12 V 100 Ah, LiFePO₄ (litio-ferro-fosfato) spesso fornisce significativamente più energia effettivamente utilizzabile rispetto alle batterie al piombo-acido, gel — e perfino rispetto ad alcuni sistemi NMC. Ciò dipende dalla chimica delle celle, dalla curva di scarica, dalla resistenza interna, dalla termica, dalle finestre di sicurezza e dalla gestione della batteria. Questa guida spiega le cause ingegneristiche che stanno dietro al maggiore rendimento reale del LiFePO₄.
1. Capacità nominale vs. capacità utilizzabile
Per capire perché accumulatori da 100 Ah con la stessa etichetta possono comportarsi in maniera così diversa, bisogna separare chiaramente due termini:
Distinguere i termini
Capacità nominale (Rated Capacity): valore di laboratorio in condizioni standard, es. 0,2 C corrente di scarica, 25 °C, tensione di cutoff definita, cella nuova.
Capacità utilizzabile (Usable Capacity): ciò che l'utilizzatore può effettivamente prelevare nella pratica – influenzato da tasso di scarica, temperatura, interventi del BMS, resistenza interna, invecchiamento e tensione di cutoff scelta.
Nelle applicazioni reali batterie al piombo da 100 Ah spesso raggiungono solo circa 50–60 % utilizzabile, mentre il LiFePO₄ mantiene stabilmente circa 90–100 %. Qui inizia la differenza.
2. Curva di scarica a piattaforma del LiFePO₄
Un vantaggio chiave del LiFePO₄ è la curva di scarica molto piatta e stabile. Tipicamente la tensione del pacco rimane estremamente a lungo tra circa 13,3 V e 12,4 V e scende rapidamente solo vicino a ≈ 10 % SOC. Al contrario il piombo/gel vede la tensione diminuire in modo continuo; dispositivi con spegnimento per sottotensione (es. inverter) si spengono quindi prima, anche se rimarrebbe ancora capacità.
| Tecnologia | Quando si fermano tipicamente i dispositivi? | Effettivamente utilizzabile |
|---|---|---|
| Piombo-acido | intorno a ≈ 12,0 V è finita | ≈ 50–60 % |
| Gel | leggermente meglio del piombo, ma comunque calo anticipato | ≈ 60–70 % |
| LiFePO₄ | lunga piattaforma fino a vicino a ≈ 10 % SOC | ≈ 90–100 % |
Più lunga è la piattaforma, maggiore è l'energia utilizzabile. Per lo stesso 100 Ah il LiFePO₄ fornisce quindi autonomie percepibilmente più lunghe.
3. Bassa resistenza interna = resa energetica più elevata
La resistenza interna è spesso sottovalutata, ma influenza molto la pratica. Ordini di grandezza tipici:
- Piombo-acido: ≈ 5–20 mΩ
- Gel: ≈ 3–8 mΩ
- NMC: ≈ 2–5 mΩ
- LiFePO₄: ≈ 0,5–1,0 mΩ
Quanto più bassa è la resistenza interna, tanto minore è la caduta di tensione sotto carico, tanto minori sono le perdite I²R (calore), tanto più stabile è la tensione – e tanto più energia arriva veramente al carico. Esempio: a 50 A di carico una batteria al piombo può affondare fino a ≈ 11,8 V (motore/inverter cedono), mentre un pacco LiFePO₄ spesso mantiene ≈ 12,6–12,8 V.
4. Profondità di scarica (DoD) e durata
I sistemi differiscono molto su quanto profondamente possano essere scaricati regolarmente:
| Tecnologia | DoD consigliato | Scarica profonda possibile? | Motivazione |
|---|---|---|---|
| Piombo-acido | ≈ 50 % | No | Danni gravi in caso di scariche profonde, invecchiamento rapido |
| Gel | ≈ 60–70 % | Limitato | Persistono limitazioni chimiche |
| NMC | ≈ 80 % | Limitato | Cicli profondi accelerano la degradazione |
| LiFePO₄ | ≈ 90–100 % | Sì | Struttura molto stabile, poche reazioni secondarie |
Il LiFePO₄ è strutturalmente stabile, produce pochissimo ossigeno, evita il collasso degli elettrodi e mostra solo un lento aumento dell'impedenza. Questo porta a alti rendimenti (≈ 95 %+) e numeri di cicli lunghi (≈ 5000–8000) – l'energia utilizzabile rimane elevata per anni. Il piombo spesso arriva solo a ≈ 300–500 cicli e al 70–80 % di efficienza.
5. Influenza della temperatura: il LiFePO₄ rimane utilizzabile al freddo
La temperatura riduce la capacità di tutte le batterie – ma non in ugual misura:
| Temperatura | Sistemi “normali” | LiFePO₄ |
|---|---|---|
| 25 °C | ≈ 100 % | ≈ 100 % |
| 0 °C | ≈ 40–50 % | ≈ 70–80 % |
| −10 °C | ≈ 20–30 % | ≈ 60–70 % (scarica) |
| −20 °C | quasi inutilizzabile | ≈ 50–60 % |
Il LiFePO₄ perde molto meno a freddo – e le varianti con autoriscaldamento possono persino ricaricare nuovamente a temperature molto basse. Per camper, barche con trolling motor e accumuli outdoor questa è una differenza rilevante in pratica.
6. Gestione BMS: ogni wattora utilizzabile in sicurezza
Un buon Battery Management System (BMS) è un moltiplicatore per energia utilizzabile e durata:
Cosa fa il BMS
- Protezione sovra/sottocarica: mantiene la cella nella finestra di tensione sicura.
- Bilanciamento delle celle: minimizza le differenze di capacità tra celle.
- Monitoraggio della temperatura: protegge da danni da freddo/caldo.
- Sovracorrente/corto circuito: protegge da carichi elevati.
Risultato: tensione stabile (i dispositivi non si spengono prematuramente), alta coerenza delle celle, durata più lunga e prestazioni affidabili anche con carichi elevati (inverter, climatizzazione, trolling motor).
7. Conclusione: Otto ragioni tecniche per il maggiore sfruttamento
- Lunga curva a piattaforma: niente spegnimenti prematuri per caduta di tensione.
- Alta DoD: ≈ 90–100 % utilizzabile regolarmente.
- Resistenza interna molto bassa: stabile con correnti elevate.
- Alto rendimento: gran parte dell'energia immessa diventa utilizzabile.
- Competenza a freddo: perdite di capacità minori in inverno.
- BMS intelligente: finestre di tensione ottimali, equilibrio delle celle, funzioni di protezione.
- Chimica stabile: reazioni secondarie minime, quasi nessun collasso strutturale.
- Alta stabilità nel tempo: dopo 5–10 anni ancora vicino alla capacità nominale.



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